giovedì 12 agosto 2010

Inflazione: il prezzo del grano aumenta, la Puglia sorride a metà.

Nel 2009 c’è stata la frenata dei prezzi, generalizzata in ogni settore. Nonostante tutto le famiglie italiane sono state colpite dall’aumento delle tariffe controbilanciato da una minore disponibilità di spesa. Prezzi aumentati dell’1,3% nonostante il calo delle tariffe energetiche.

Non stupisce che tra gli aumenti ci siano le tariffe di acqua potabile e rifiuti (+5,9% e +4,5%). Colpiti dai soliti aumenti dei carburanti e dai tagli alla cultura, si va dal +7,3% dei traghetti al +4,6% dei biglietti dei treni, dal +5,6% dei servizi postali fino al +4,4% per i biglietti di ingresso ai musei.

Nell’ultimo mese il prezzo del grano è salito del 50% facendo registrare il più rapido incremento degli ultimi trenta anni per effetto degli incendi in Russia che hanno distrutto quasi dieci milioni di ettari di coltivazioni di grano russo dove si produceva meno di 50 milioni di tonnellate (-27% rispetto allo scorso anno). La Russia ha bloccato l’esportazione per far fronte all’aumento della domanda ed alla contemporanea diminuzione sostenuta dell’offerta. Ucraina e Kazakistan non sorridono, la mancanza delle precipitazioni porta i dati al ribasso, e così i maggiori esportatori, assieme al Canada preoccupato dalle forti piogge che faranno calare la produzione, dovranno lasciare ampio spazio alla concorrenza, Messico e paesi centro americani tra tutti.

L’Italia nel 2004 importava il 4% di grano dall’estero e ne esportava altrettanto, le percentuali negli ultimi anni sono state in eccessivo rialzo, quindi è lecito aspettarsi per quest’anno una stabilizzazione dell’importazione colmata con maggior export. Infatti l’Italia trae dalla Russia solo il 4% del suo fabbisogno. I magazzini italiani sono pieni di scorte e di invenduto del 2009, i prezzi italiani (l’anno scorso sotto i 200€ a tonnellata) hanno convinto i produttori a non vendere, quindi 1 milione e 500 mila tonnellate di grano sono pronte per essere vendute. Le famiglie italiane spenderanno 200€ in più.  

Il realtà il 60% della pasta italiana è prodotta con grano estero, sia per il prezzo basso sia per colpa delle frodi del Made in Italy non veritiero. Il grano italiano si deve adeguare di conseguenza ed è sottopagato.

Oltretutto le speculazioni di derivati ed altri strumenti finanziari alimenteranno l’incertezza dei mercati. Quindi i prezzi di pasta e pizza aumenteranno per tutti. Per fortuna il prezzo del pane rimarrà pressoché stabile poiché è già eccessivamente elevato (1Kg di grano tenero, prezzo oggi attorno ai 23 centesimi, cioè l' 8% di 1Kg di pane, ovvero 2,7€). Il prezzo del grano duro e la resa della produzione italiana (aumentata del 22% grazie al boom pugliese) faranno sorridere le nostre aziende, almeno loro potranno farlo.

 
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