lunedì 27 luglio 2009

Università di Bari, –1,94% di fondi ( 600.000 € )

Ricerca, progetti, processi formativi tra i criteri di valutazione.

Università, più fondi alle migliori
Tagli per 27 atenei «sotto gli standard»

Per la prima volta in Italia applicato un criterio di qualità nella distribuzione dei fondi. I primi tre atenei in classifica: Trento e i Politecnici di Milano e Torino             

http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_24/cdm_universita_a004e10e-7836-11de-96fb-00144f02aabc.shtml

Rettori in rivolta per i tagli di Gelmini

Nella classifica delle Università più fondi solo al Politecnico. Petrocelli: è l'ennesimo trasferimento di risorse dal Sud in favore del Nord. Volpe: questi criteri non vanno, sempre che non abbiano deciso di affossare i nostri atenei

di Fulvio Di Giuseppe

http://bari.repubblica.it/dettaglio/rettori-in-rivolta-per-i-tagli-di-gelmini/1682038

Le pagelle stilate secondo i criteri della didattica e della ricerca da Almalaurea non tengono conto della situazione economico-lavorativa del luogo in cui operano le università.

Non tengono conto del tasso di disoccupazione e dell’indice Pil (Prodotto interno lordo) della regione interessata.

I criteri sulla valutazione della ricerca sono relativi all’anno 2003, inoltre non si prendono in considerazione tutti i progetti. Gli atenei del nord sono avvantaggiati dalla realtà metropolitana in cui si trovano dove il mercato del lavoro è più flessibile e gli studenti hanno più facilità nel trovare un posto di lavoro a distanza di 3 anni dalla laurea. Mi sembra ovvio che le aziende pugliesi assumono meno studenti appena laureati e senza esperienza di un azienda del nord.

Ma non per tutte queste ragioni le università bocciate meritano i tagli nel budget. Tutt'altro! Si dovrebbe incentivare il miglioramento delle università che hanno qualità e servizi inferiori controllandone l’uso e lo spreco. La forbice tra università del nord e del sud è sempre più ampia e non può condizionare il futuro dei giovani meridionali. Di sicuro si verificheranno tagli nei progetti per mantenere i servizi di qualità, le rette universitarie maggiorate, i ricercatori saranno selezionati e almeno in questo ambito, per fortuna, le pubblicazioni fantasma dovrebbero diminuire. Sembrerebbe un ennesimo trasferimento di fondi dal sud al nord che preoccupa non poco per l’equilibrio instabile degli ultimi giorni a seguito delle polemiche che hanno portato Lombardo (Mpa) e Miccichè (Pdl) a dare più voce al meridione d’Italia.

giovedì 23 luglio 2009

L'influenza A: un affare di pochi


Allarme generalizzato in tutto il mondo, proclami continui alla vaccinazione per l'influenza suina, casi di influenza provocati da trasmissione endemica di Orthomyxovirus dai suini all'uomo. Gli esperti sono sicuri: quella per l'influenza A sarà la più grande campagna di vaccinazione mai effettuata in Italia e nel mondo. Sarà la più grande campagna di vaccinazione mai effettuata in Italia e nel mondo. L'Italia e la Francia indicano come obiettivo la vaccinazione di tutta la popolazione. La Gran Bretagna punta a vaccinare il 70% dei cittadini, Spagna e Germania hanno intenzione di far vaccinare il 40% della popolazione. Il vaccino sarà pronto ad ottobre e si prevede una corsa alle farmacie per debellare il rischio di una pandemia.
Il nuovo ceppo derivante dall'influenza virale che colpiva i suini è stato diagnosticato in prima persona da Tom Anderson, medico di famiglia in un piccolo paese nel nord dell’Indiana. Ha iniziato a vedere strane eruzioni cutanee sui suoi pazienti, a partire da più di un anno fa. Casi iniziati come innocui ematomi ma presto divennero lesioni grandi come piatti, rosso fuoco e dolorosi al tatto. Si manifestavano ovunque, ma soprattutto i punti più comuni sono viso, ascelle, ginocchia e glutei. Perplesso e spaventato ha denunciato questi strani casi.
Il paradosso di questa influenza suina è che è totalmente inaspettata anche se era stata accuratamente prevista. Sei anni fa la rivista "Science" aveva dedicato un lungo articolo al fatto che “dopo anni di stabilità, il virus nordamericano dell'influenza suina ha preso a evolversi rapidamente”.
Il Messico dispone di epidemiologi famosi in tutto il mondo ma è stato costretto a mandare i campioni del virus in un laboratorio distante per identificare il genoma del ceppo perdendo così una settimana di tempo per ogni nuovo caso.
Non solo, l'influenza suina è già stata causa di contagio anche nell'uomo in passato. Negli Usa nel 1976 mandavano in onda pubblicità per terrorizzare i cittadini e convincerli a vaccinarsi contro la malattia. Il problema è che il vaccino causò più morti della malattia stessa. Fu un vero affare per le cause farmaceutiche. Molti sono pronti a scommettere che i produttori degli antivirali Roche (Tamiflu) e GlaxoSmithLine (Relenza), gli unici a livello mondiale che producono i principi attivi dei medicinali, non aspettavano altro che una pandemia. Infatti negli ultimi anni hanno visto non solo moltiplicarsi le loro vendite ma anche aumentare considerevolmente il valore delle loro azioni in Borsa.
Inoltre per decenni le armi chimiche e batteriologiche dell'esercito degli Stati Uniti ha causato il propagarsi di ceppi virali in ogni territorio occupato dalle truppe armate. Il Tamiflu della casa farmaceutica Roche è il medicinale di base somministrato alle truppe statunitensi.
Non c'è da stare tranquilli se la loro fortuna sono le nostre disgrazie.

martedì 21 luglio 2009

Mafia: un silenzio che costa tanto



Tante ipotesi ma una sola certezza, si aprono nuovi fronti sul rapporto Stato-Mafia degli ultimi decenni. Le indagini sono ostacolate forse per evitare un baratro che potrebbe portare alla fine della "Seconda Repubblica". Un compromesso ai piani alti del potere italiano potrebbe tenere nascosti i retroscena di una vicenda che si voleva concludere in breve tempo, ma che grazie alla voce di persone come Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, e Gioacchino Genchi, vice questore di Palermo e consulente informatico di magistrati tra cui Giovanni Falcone e Luigi de Magistris si tiene sempre viva negli animi della gente. Sui banchi della giustizia sembra aggirarsi una strana aria di scandalo che seppur intuito, conosciuto da pochi, non vuole oltrepassare il limite del "caso nazionale".
Salta fuori l'ignobile trattativa tra Stato e Mafia che avrebbe portato alla calma dopo le innumerevoli stragi di stampo mafioso. Balzano fuori nuovi rapporti e dubbi basati sul sequestro di una lettera nell'archivio di Vito Ciancimino.

Minacce della mafia a Berlusconi: giallo su una lettera dell'89
I Corleonesi pretendevano il controllo di una rete Fininvest
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1476:minacce-della-mafia-a-berlusconi-giallo-su-una-lettera-dell89&catid=20:altri-documenti&Itemid=38
Una nuova pista nel rapporto Fininvest - Cosa Nostra?
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17780/48/

Poi la sconcertante desolazione del 19 luglio 2009 con l'assenza delle cariche istituzionali a Palermo nell'anniversario della strage in via D'Amelio in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta. Una semplice mancanza di rispetto o la paura di essere etichettati come veri colpevoli della strage?

Rita Borsellino: «Lo Stato è assente»
La sorella del giudice: «Non bastano le corone di fiori per dare omaggio alle vittime della mafia»
http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_19/borsellino_bc2a9220-7444-11de-957f-00144f02aabc.shtml

Le dichiarazioni scottanti del figlio del sindaco di Palermo eletto nel 1970, il "Don" Vito Ciancimino ragioniere nato da un semplice barbiere di Corleone, hanno aperto un nuovo filone di indagini che si spera possa chiarire alcune dinamiche. Fa notizia la sua disponibilità ad un confronto con Toto' Riina nelle aule giudiziarie.

Il "papello" di Riina sulle condizioni poste dalla mafia per fermare le stragi
Ciancimino jr.: "Ho tutte le carte che spiegano il patto mafia-Stato"
"Appena possibile darò il materiale i magistrati che mi interrogano da un anno
ma ci sono altri documenti. Sono altri che si devono pentire..."
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-8/massimo-ciancimino/massimo-ciancimino.html
Ciancimino: ''Vescovi accreditarono mio padre allo Ior''
Le ultime rivelazioni di Massimo Ciancimino, figlio di Vito, durante il talk show andato in onda ieri su Telelombardia.
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17978/
La commissione parlamentare antimafia apre un’inchiesta sulle stragi
«Ecco l’archivio di mio padre» Il nuovo tesoro di Ciancimino
Il figlio Massimo indica il luogo dove sono il papello e i nastri
http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_22/giovanni_bianconi_il_nuovo_tesoro_ciancimino_74a193de-7685-11de-829e-00144f02aabc.shtml

Tanti punti oscuri della vicenda contornati da nuove ipotesi rendono difficile il prosieguo delle indagini. Un intermediario americano forse avvocato e un agente segreto sfregiato sono ancora da identificare. Novità tenute nascoste forse per non oltrepassare il blocco che si ferma volutamente a Riina e i Corleonesi.

19 luglio 1992, i punti oscuri della strage di via D'Amelio
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17996/78/
Mafia e servizi, telefonate e carte sparite: ecco gli indizi nelle inchieste
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-8/indizi-inchieste/indizi-inchieste.html
Procuratore Messineo: l'agenda rossa non interessava Cosa Nostra
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17982/
Nuovi indagati a Palermo, inchiesta più ampia di quella che portò alle archiviazioni. La misteriosa trattativa tra la "cupola" e uomini delle istituzioni.
Patto mafia-servizi, inchiesta riaperta. "Intermediario americano per Totò Riina"
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-8/inchiesta-riapeerta/inchiesta-riapeerta.html
Forse all’estero papello e assegno per B. Forse Dell’Utri al Como.
http://lottantanove.wordpress.com/2009/07/22/forse-allestero-papello-e-assegno-per-b-forse-dellutri-al-como/

Tutto prende forma secondo la sconcertante frase del Capo dei Capi: "L'hanno ammazzato loro", un riferimento forte allo Stato alludendo al caso Borsellino,e l'invito rivolto agli uomini dello Stato: "Non guardate sempre e solo me, guardatevi dentro anche voi"...

Dopo diciassette anni di silenzio totale parla il boss di Corleone
E sulla strage di via d'Amelio accusa i servizi e lo Stato
Riina sul delitto Borsellino:"L'hanno ammazzato loro"
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-8/bolzoni-viviano/bolzoni-viviano.html
Stato-Mafia: Riina non dice, ripete.
http://lottantanove.wordpress.com/2009/07/19/stato-mafia-riina-non-dice-ripete/
Mafia: Lumia, Riina la smetta di fare il vigliacco e dica tutta la verita': http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17966/
Il Padrino non parla mai a caso
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=6195&ID_sezione=&sezione

I dubbi sul ruolo dello Stato in questa vicenda hanno colto nel segno, i media non non possono oscurare queste notizie, non possono solo parlarne in occasione delle sentenze dei giudici, i tg sono quasi muti su questo filone di nuove ipotesi. L'informazione dev'essere garantita durante il percorso delle indagini, l'intercettazione dei fratelli Ciancimino risale al 2004 e ai tg sembra importi poco proprio per questo.
Lo Stato soprattutto con il trascorrere dei bollenti anni '80 ha iniziato a dar risposte serie alle stragi con i decreti anti-mafia, ora deve dare una sua risposta decisa sulle relazioni che legavano e forse legano ancora le istituzioni e la criminalità. Queste infiltrazioni devono essere certificate e punite perché lo scandalo sembra non fermarsi.
L'agenda rossa di Paolo Borsellino potrà contenere molte verità nascoste, sembra proprio che il giudice antimafia conoscesse già la sua morte, conoscesse i mandanti, sapeva il destino che lo attendeva proprio perché nella più completa solitudine nella lotta alla criminalità mafiosa. Il giro di omertà continua, il cittadino comune per il bene della sua identità nella nazione vuole e deve scoprire la verità.

Borsellino: omicidio di Stato?
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17994/48/
La vittoria di Via D'Amelio e l'omerta' della stampa di stato
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17988/48/

lunedì 20 luglio 2009

Facebook | NO AL NUCLEARE (video): Energia: le fonti fossili e la questione Meridionale


Un interessante articolo per ribadire le potenzialità del meridione d'Italia che merita uno sviluppo economico alternativo a quello che l'energia nucleare può dare. La redditività di questa fonte di energia è da verificare, perchè anche un paese sviluppato come la Francia non ha saputo trovare rimedio al dannoso problema dello stoccaggio delle scorie radioattive oltre che alla limitatezza di uranio-235. Tra 20 anni probabilmente il nucleare di 3a generazione sarà superato e allora il piano programmatico per l'energia del governo italiano potrebbe dimostrarsi errato nelle valutazioni a lungo termine.

"Energia: le fonti fossili e la questione Meridionale

Ripasso di storia per i parlamentari di destra e di sinistra favorevoli al nucleare...

La disparità fra Nord e Sud potrebbe non derivare dalla politica o dalle tradizioni culturali delle due estremità della penisola ma dalla geografia. A suo tempo la “rivoluzione industriale” fù possibile grazie al carbone, una fonte energetica la cui disponibilità a basso costo non aveva paragoni nella storia ed alla esistenza di vie d'acqua navigabili. Il carbone era costoso da trasportare e, fino a tempi relativamente recenti, era impensabile trasportarlo via terra su lunghe distanze. Per quasi tutta l' “era del carbone”, esso è stato trasportato esclusivamente su chiatte, lungo fiumi e canali e con navi a vela sul mare. Chi non aveva vie d'acqua, era svantaggiato anche se aveva carbone; come nel caso della Spagna. Il massimo dello svantaggio era per chi non aveva né carbone né fiumi navigabili. Era questo il caso di quasi tutti i paesi Mediterranei, con l'eccezione di quelli che si affacciano nella zona Nord del Mediterraneo, ovvero il Nord d'Italia e in particolare la Pianura Padana. In queste zone esistevano buone vie d'acqua navigabili che avevano permesso di importare carbone dall'Inghilterra e distribuirlo capillarmente su tutto il territorio. In questo modo, il Nord Italia aveva potuto cominciare a industrializzarsi già nella prima metà del diciannovesimo secolo. A quel tempo, il Sud, invece, continuava a basarsi quasi completamente sull'agricoltura. Nell'800, il Regno delle Due Sicilie era culturalmente parte dell'Europa, ma economicamente era un paese del Mediterraneo del sud. Era privo di carbone e le sole vie d'acqua utilizzabili erano alcuni tratti del Volturno e del Garigliano; niente che fosse neanche lontanamente paragonabile alla capillare rete fluviale della Pianura Padana. Perciò, il Regno delle Due Sicilie si trovava a essere pochissimo industrializzato e, di conseguenza, economicamente e militarmente debole in confronto alle potenze europee. Verso la metà dell'800 l'Italia meridionale sarebbe potuto diventare una colonia francese, come lo era già stata ai tempi di Napoleone. Fu probabilmente per evitare ciò che gli Inglesi favorirono l'impresa di Garibaldi e il disegno politico di unificazione di Cavour. Gli Inglesi prevedevano che il nuovo Regno d'Italia sarebbe stato un alleato fidato dato che sarebbe stato quasi completamente dipendente dall'Inghilterra per le proprie forniture di carbone. Non si erano sbagliati; l'alleanza fra Italia e Inghilterra si sarebbe rotta soltanto negli anni 1930, quando il declino della produzione di carbone inglese rese impossibile continuare a rifornire l'industria italiana.
La mancanza di vie d'acqua ha tenuto fermo lo sviluppo industriale del Meridione per molto tempo.
La situazione cambiò soltanto quando il petrolio sostituì il carbone come fonte energetica principale, verso la metà del ventesimo secolo.
La differenza fra carbone e petrolio è che per il petrolio non c'è bisogno di vie navigabili; si trasporta facilmente anche per via di terra, mediante oleodotti. La disponibilità di energia che è venuta dal petrolio ha cambiato molte cose in Italia. Se leggiamo “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi che racconta il Sud d'Italia negli anni 1930, ci rendiamo conto di quale abisso esistesse a quell'epoca fra il Nord già “moderno” e regioni del Sud dove la vita somigliava ancora a quella del Medio Evo. Oggi, le differenze fra Nord e Sud d'Italia, in confronto, sono infinitesimali. Qualcosa di simile è successo con in paesi del Nord Africa e del Vicino Oriente che, oggi, sono europeizzati ed enormemente diversi da quelli che ci raccontava Sir Richard Francis Burton. Il Risorgimento, dunque, fu anche una questione di carbone. Guardare la storia con in mente le risorse energetiche ci da delle intuizioni che altrimenti sarebbe difficile avere. Non solo ci spiegano le ragioni di quello che è successo nel passato, ma ci permette di farci un'idea di quello che potrebbe accadere nel prossimo futuro. Così, terminato il grande ciclo del carbone, anche quello del petrolio sta arrivando ai suoi limiti. Cosa succederà in futuro del rapporto Nord-Sud? Le risorse fossili sono tutte in declino, - incluso il tanto decantato uranio - ma si affacciano all'orizzonte nuove risorse: Quelle rinnovabili. Lo sfruttamento dell'energia solare con le tecnologie moderne promette oggi di creare molta più energia di quanto non abbiano mai fatto petrolio, gas, e carbone. E, di nuovo, lo sfruttamento di questa energia dipende dalla geografia. Il Sud del mondo, stavolta, ha un vantaggio rispetto al Nord: tanto sole e tanto spazio. Curiosamente, il Sud del mondo non ha ancora completamente capito il vantaggio strategico che ha a disposizione. I pannelli solari in funzione in Europa sono quasi tutti nel Nord, in Germania in particolare. Ma le cose stanno cambiando e i paesi del Nord Africa stanno cominciando a riguadagnare il terreno perduto. E l’Italia? Siamo di fronte a un blocco culturale che ci impedisce di capire che l'abbondanza energetica è a portata di mano. Quando ci arriveremo il baricentro economico e produttivo italiano si sposterà gradualmente dal nebbioso Nord al soleggiato Sud. Sarà la fine della “questione meridionale” e il ritorno alla prosperità per il Sud… Parlamentari e Governatori delle regioni meridionali permettendo...

La rinascita del Sud... E'... energie rinnovabili... non energia nucleare!!

Raffaele L."

venerdì 17 luglio 2009

Scudo fiscale: sospiro di sollievo per il fuorilegge

Continua il progetto per rilanciare l'economia italiana (e la sua economia nascosta soprattutto). Nel decreto fiscale presentato alla Camera c'è l'atteso emendamento sullo scudo fiscale per la regolarizzazione dei capitali illecitamente esportati all'estero. Fu proprio lo stesso Tremonti a lanciarne uno nel 2001, quindi la storia continua.
Il decreto legge 25 settembre 2001, n° 350 (convertito in legge 23/11/2001 n° 405) anche se con alcune modifiche relative ai capitali da rimpatriare, si proponeva di far emergere e regolarizzare il rientro in Italia di capitali frutto di attività realizzate o detenute all'estero in violazione di norme fiscali e/o monetarie. In pratica esso permetteva di estinguere tutta una serie di violazioni di carattere tributario e previdenziale mediante il pagamento per contanti mediante sottoscrizione di speciali titoli di stato di una somma pari al 2,5% del valore delle attività oggetto di emersione, sulla base di una apposita dichiarazione da presentare ad una banca con garanzia di riservatezza.
Questo decreto legge, trasformato in legge, aveva già suscitato molti dubbi, con prese di posizione spesso antitetiche tra di loro: vi era infatti chi sottolinea l'importanza, anche per l'economia, del rientro in Italia di capitali anche se di indubbia provenienza;e vi era anche chi invece vedeva il rischio di una nuova opportunità per il riciclaggio di denaro sporco e la possibilità che questo condono aprisse la strada ad altri condoni, facendo venir meno i concetti di rispetto della legalità e di responsabilità nella realizzazione e gestione dei capitali.
Ora l'aliquota dello Scudo Fiscalo 2009 è pari al 5% e si applicherà sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno sino alla data del 31 dicembre 2008 o che saranno rimpatriate e regolarizzate dal 15 settembre 2009 e sino alla data del 15 aprile 2010.
Si voleva combattere i paradisi fiscali? Nuovamente verranno condonati i modi criminosi con cui fondi neri e soldi sporchi vengono prodotti all’estero e riportati in Italia. Fa parte della finanza creativa dare questo aiuto alle organizzazioni mafiose? Come dire che se vogliamo rilanciare l'economia italiana bisogna favorire il motore principale che muove l'Italia e che spesso corrisponde al sistema dell'illecito.
Il debito pubblico italiano ci guadagna capitali che all'estero non generavano nessun euro per l'erario sino al momento del rimpatrio, quindi il gettito del 5% è comunque meglio di niente. Inoltre i capitali rimpatriati saranno regolarizzati, quindi vuol dire che cominceranno ad essere soggetti alle imposte italiane sui redditi da capitale per il futuro.
L'invito sarebbe a questo punto alla massima trasparenza di tutte le operazioni, un requisito fondamentale di qualunque attività di finanza etica, un impegno quindi a rispettare sempre la trasparenza sulla provenienza del denaro. Ma nemmeno questo requisito sarà rispettato perchè a differenza di quanto dice Tremonti sull'uguaglianza del provvedimento con quello degli Usa il nostro sarà anonimo, mentre negli Usa è previsto un pieno disvelamento dell'esportatore di capitali.
Da dove proverranno quindi questi flussi di denaro?? Mafia Spa??

mercoledì 15 luglio 2009

Quando i privilegi ci rendono schiavi...


Correva l'anno 2007, nulla poteva annunciarmi che stavo scattando una foto con una futura euro-parlamentare, nè avrei potuto immaginarlo.
Nel 2009 viene candidata al Parlamento Europeo, per le elezioni europee del 2009, nelle file del Popolo della libertà.
Il Presidente del Consiglio commentava: "Barbara Ma­tera è laureata in scienze politi­che, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in Carabinie­ri 7 su Canale 5, ma mai la veli­na." ...salvo poi scoprire che la laurea è in Scienze dell'educazione e della formazione e come valletta alla trasmissione della Gialappa's Band "Mai dire Domenica", in onda su Italia 1, e in Chiambretti c'è, in onda su La7. Quindi ha catturato lo schermo...
Nella circoscrizione Sud, in cui si è presentata, Barbara Matera ha raccolto 129.994 preferenze, seconda solo a Silvio Berlusconi. In Puglia il suo fortino di voti. Quinto tra gli eletti Clemente Mastella, primo tra i non eletti Salvatore Tatarella.
L'Italia, com'e' tradizione, ha confermato il suo primato di affluenza alle urne per le elezioni al Parlamento europeo con il 65,1%, anche se in calo comunque alto rispetto a Slovacchia (19,6%) e Lituania (21%), è stato raggiunto soprattutto grazie all'election day del 6 e 7 giugno che ha unificato voto europeo e voto per il rinnovo di molte amministrazioni locali. Perciò legittimata dai numeri ora inizia l'avventura della Matera... fuori dalla fiction.
Alla vigilia della prima seduta si sono formati i nuovi Gruppi parlamentari le novità non sono poche, a partire dall'elezione del presidente della Commissione europea e dalle battute sui compensi.
Clemente Mastella (Pdl) ha esternato il suo disappunto per le nuove "durezze" a cui sono sottoposti i 736 eurodeputati. "Si prende meno che in Italia". Ha urlato in ascensore, sventolando furioso le carte, studiando i chilometraggi e i rimborsi sui biglietti aerei.
Proprio lui, uno che non credo abbia imparato la lezione, quando ci si abitua è davvero difficile uscirne fuori, inutile parlare di questione morale se in fin dei conti non si cambia mai anche se si cambia coalizione e a certe comodità non si può proprio rinunciare.
Ora si spiega come mai ci volevano mandare le veline...

martedì 14 luglio 2009

OGGI il primo sciopero dei blogger al mondo. Per la libertà in Rete!


14 Luglio:
"Rumoroso silenzio" in Internet e sit in con bavaglio
in piazza Navona a Roma (ore 19)

Come è nata l'idea
Blogger e giornalisti-blogger, attraverso uno scambio di telefonate ed e mail, hanno deciso di agire. Per dare un segnale forte attraverso la Rete. Gli Usa hanno eletto la prima volta un presidente di colore grazie alla libera condivisione delle informazioni in Internet. Barack Obama ha creduto nella Rete e sta facendo la differenza con un messaggio forte di cambiamento. In Italia, al contrario, una politica "vecchia" vuole impedire la libertà d'informazione attraverso giornali, siti internet e blog. Con leggi ad personam come il DDL Alfano che sono un attacco alla democrazia.

mercoledì 8 luglio 2009

Euroschiavi. La Banca d'Italia, la grande frode del debito pubblico, i segreti del signoraggio

Euroschiavi, il libro che ha vero e proprio filone di denuncia delle storture del sistema finanziario globale. Ecco alcune domande ad uno dei due autori, l'avvocato Marco Della Luna, sulle tematiche trattate da Euroschiavi e sull'attuale situazione economica e politica.

"Marco Della Luna, le attuali componenti dell’ordinamento comunitario prevedono un regime che garantisce ai membri della Banca Centrale Europea immunità giudiziaria, segretezza decisionale e una quasi totale autonomia operativa. È in questo momento in dirittura d’arrivo il faticoso e controverso percorso di approvazione del Trattato di Lisbona, sostitutivo della Costituzione Europea (il cui iter approvativo è invece fallito), che a detta di molti dovrebbe aumentare la democraticità degli organi dell’Unione e la trasparenza del loro operato. È d’accordo con questa lettura o pensa che si tratti solo di uno specchietto per le allodole o addirittura di una riforma peggiorativa in tal senso?

Propendo per la seconda interpretazione: basti pensare che anche il Trattato di Lisbona, come quello di Maastricht, non viene sottoposto al voto popolare, ma viene calato dall’alto. In effetti, in tutto il mondo, è in corso una grande riorganizzazione istituzionale dell’architettura dei poteri; e tutta questa riorganizzazione istituzionale va nel senso di limitare la democrazia e la possibilità di controllo giudiziario trasparente. I poteri pubblici, come la sovranità monetaria, anche mediante i trattati europei, vengono sistematicamente trasferiti ad organismi politicamente e giudiziariamente irresponsabili, opachi, autoreferenziali, come il Fondo Monetario Internazionale, il WTO, la Banca Centrale Europea, etc. Il Parlamento europeo, ancor più che quello italiano, è un simulacro di rappresentanza popolare. Il vero potere, sia esecutivo che legislativo, sta nella Commissione e nel Consiglio dei Ministri, che non sono organi elettivi. Si pensi anche al GATT e al GATS, approvati nel 1996, anche dall’Italia, con appositi trattati, senza alcun coinvolgimento o informazione dei popoli, che hanno stravolto la vita economica. Il GATT, General Agreement on Trading Tarifs, perfezionato nel 1984-1996, ha aperto le economie occidentali alla competizione dei paesi come la Cina e il Pakistan, avviando il processo di deindustrializzazione, all’eliminazione dei piccoli produttori locali…

In Italia sono passati quasi quattro anni dalla coraggiosa denuncia portata dalla prima edizione di Euroschiavi (ora giunto alla sua terza edizione). Considerando anche gli avvicendamenti alla guida del paese, le prese di posizione apparentemente incoraggianti di alcuni esponenti del Governo (come Tremonti) contro gli abusi della casta bancaria, l’evoluzione del quadro macroeconomico nazionale e internazionale, se dovesse tracciare un bilancio della situazione attuale, rispetto a quattro anni fa, esso risulterebbe negativo o positivo?

I poteri pubblici, come la sovranità monetaria, anche mediante i trattati europei, vengono sistematicamente trasferiti ad organismi politicamente e giudiziariamente irresponsabili, opachi, autoreferenziali Positivo per alcuni, negativo per altri. Sicuramente è divenuto assai più instabile, soprattutto a causa dell’enorme inflazione del dollaro USA, che rende questa valuta sempre meno accettata come moneta di riserva e di scambio internazionale e che in un modo o nell’altro dovrà scaricarsi. Inoltre si tenga presente che il sistema finanziario mondiale è una bolla finanziaria stimata in oltre 750.000 trilioni di dollari – carta straccia, che non poggia su alcun valore. Monetariamente e finanziariamente il mondo è come un’enorme piramide capovolta, che poggia sulla sua punta. Non può durare, anche se il potere dei banchieri sulla politica si è accresciuto sensibilmente, soprattutto attraverso la serrata creditizia che il sistema bancario ha imposto al mondo per dettare le sue condizioni – ossia, che i governi pagassero i danni delle frodi finanziarie coi soldi dei contribuenti.

Anche in Italia si sta finalmente muovendo qualcosa nel campo degli esperimenti economici e monetari alternativi. Un esempio interessante è quello dello SCEC, che al tempo stesso permette di sganciarsi dal fardello del debito che inevitabilmente si accompagna alla moneta dello Stato e di creare un circolo virtuoso del denaro che valorizzi le economie locali. Cosa pensa di questa e di altre analoghe esperienze?

Sono esperienze che danno subito un concreto, sia pur modico, beneficio in termini di potere d’acquisto, aiutando famiglie e piccole imprese, soprattutto locali e di qualità. Ma soprattutto fanno capire alla gente, tangibilmente, che è la gente stessa a dare valore al denaro col suo lavoro e che quindi è illogico che si paghi il denaro alle banche. La società può crearsi il denaro a costo zero, senza indebitarsi, innanzitutto per gli investimenti, anziché prenderlo a prestito a interesse. Questa è la via d’uscita dall’attuale recessione: rifinanziare gli investimenti pubblici mediante moneta nazionale creata direttamente dallo Stato sul modello della moneta complementare popolare o delle monete metalliche o dei dollari di Lincoln e di J.F. Kennedy. Anche perché il sistema bancario crea solo il denaro del prestito capitale, non anche quello per pagare l’interesse, quindi quando si inizia sulla via del denaro bancario, del denaro-debito, ci si indebita sempre di più e si deve cedere una quota sempre crescente del proprio reddito al sistema bancario. In cambio, fondamentalmente, di niente. Svegliare le persone è l’opera fondamentale. Numerosi lettori mi scrivono ringraziandomi di averli svegliati, di aver aperto loro gli occhi.

Il coautore di Euroschiavi, Antonio Miclavez, scrive nell’introduzione del libro: “Capii che era ora di buttare via il televisore e dedicarmi alla lettura di fonti conoscenza più interessanti e soprattutto meno mendaci”. Lei stesso ha da poco pubblicato NeuroSchiavi, un libro che affronta a 360 gradi la tematica della manipolazione di massa. Insomma, oltre alla parte tecnico-nozionistica mi sembra che grande attenzione venga rivolta anche all’opera che potremmo chiamare “di risveglio delle coscienze”, a cui Lei si è ampiamente dedicato. Lo considera sempre un settore prioritario, non solo in riferimento alla sfera economica ma anche a quella politica, culturale, tecnologica e così via?

Certamente. Svegliare le persone è l’opera fondamentale. Una persona svegliata è un bene in sé. Numerosi lettori mi scrivono ringraziandomi di averli svegliati, di aver aperto loro gli occhi. La cosa mi gratifica molto, perché in fondo la società è fatta di singole persone. Il grosso della popolazione, la massa, non ha mai aperto gli occhi, nella storia, e mai li aprirà. Il progresso, l’evoluzione, si compie solo in alcune, poche, persone. La grande maggioranza, al contrario, rimane sempre più indietro, rispetto all’evolversi della conoscenza e delle tecniche – soprattutto delle tecniche per la manipolazione mentale, che, assieme al prof. Paolo Cioni, analizzo nel libro Neuroschiavi."

Articolo tratto da: http://www.terranauta.it

martedì 7 luglio 2009

Arriva la 14a per i pensionati. Merito di Prodi, ma nessuno lo sa.

Tre milioni e mezzo di pensionati avranno la 14^ mensilità grazie a un provvedimento del 2007 voluto dal governo Prodi. Forse per questo, per non attribuire il merito al governo precedente, l'attuale esecutivo - denuncia il Pd - sta passando sotto silenzio l'erogazione di questa cifra, che può alleviare sia pure in misura minima le difficoltà di fasce deboli della popolazione.
Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro nel governo presieduto da Romano Prodi attacca: 'Nonostante la caparbietà con la quale il governo si ostina a non investire risorse per sostenere sviluppo e stato sociale in un momento di crisi così grave, come Pd siamo riusciti ad allentare i cordoni della borsa di Tremonti e a portare un importante risultato ai cittadini socialmente ed
economicamente più deboli'.

La 14^ è in pagamento in questi giorni ai pensionati che percepiscono un assegno mensile fino a circa 700 euro. Si tratta di 3 milioni 426mila persone che percepiranno un importo medio di 380 euro una tantum per un onere complessivo di 1 miliardo
305 milioni di euro. Questo risultato - aggiunge Damiano - è il frutto del protocollo del 2007, voluto dal governo Prodi».
«L'esecutivo di Berlusconi - prosegue l'ex ministro del Lavoro - abituato ad annunci roboanti quanto inconsistenti di risorse promesse e mai pagate, ha passato sotto silenzio questo importante intervento sociale, semplicemente perchè frutto dell'azione del governo precedente».

«Il numero di persone coinvolte, oltre 3 milioni, e la cifra che viene spesa - aggiunge Damiano - e che sarà erogata anche negli anni a venire nel mese di luglio, corrisponde esattamente a quanto stabilito dall'accordo del 2007 con le parti sociali. Ben diverso è il rapporto promessa-risultato di questo governo: una social card prevista per oltre 1milione e mezzo di pensionati, devoluta ad appena un terzo; un assegno di disoccupazione per i lavoratori a progetto, cioè precari, che non solo corrisponde ad appena il 20% dell'ultima retribuzione, ma che ha interessato fin qui 1800 persone, rispetto ai circa 400mila precari che hanno perso il lavoro nel corso del 2008. Qualsiasi ulteriore commento - conclude - appare superfluo».

In realtà, temono al Pd, potrebbe accadere di peggio. Ossia, quel che è successo per l'Ici per la prima casa: il governo Prodi tolse la tassa a chi effettivamente ne aveva bisogno, riducendola per tutti gli altri, ma poi Tremonti la levò per tutti, con aggravio importante per le finanze ma attribuendosi il merito.

Fonte: L'Unità.


Proprio questo fu uno dei più gravi errori del governo Prodi: la mancanza di una giusta ed efficace comunicazione. A causa del continuo bombardamento mediatico promosso da Silvio Berlusconi, in Italia si diffuse l'opinione collettiva che il governo Prodi si dedicò esclusivamente all'aumentò delle tasse senza, però, compensare tale aumento introducendo benefici alla popolazione. Fu proprio per questo motivo che, in breve tempo, il consenso di Prodi crollò.
Nonostante tutto, ora possiamo affermare con certezza che, mentre col governo Prodi abbiamo assistito ad un miglioramento dei conti pubblici italiani, con Berlusconi il bilancio statale è totalmente fuori controllo. I dati sono chiari: le entrate dello stato nel 2009 fanno registrate un - 37 miliardi di euro mentre, col precendete governo, grazie ad apposite politiche e grazie ad una seria lotta all'evasione fiscale, le entrate erano in costante aumento. Le uscite, quindi le spese dello stato, aumentano invece del 4.6%. Inoltre, secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istat nel primo trimestre del 2009 l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche rispetto al Pil è stato del 9,3%, ossia il valore più alto dal 1999, praticamente dall'inizio della serie storica. Nei primi tre mesi del 2008, invece, il disavanzo pubblico è stato del 5,7%, mentre nel quarto trimestre del 2008 si è attestato al 2,6%.
Possiamo dunque affermare che il governo Berlusconi non sta adottando valide politiche economiche atte a contrastare o almeno ad attenuare gli effetti della crisi economica. Non solo, lo stesso Berlusconi inizialmente negava la recessione dell'economia italiana mentre ora ripete in continuazione che la crisi non è poi così grave, che nessuno morirà per questa crisi ed, infine, che stiamo uscendo dalla crisi.
I licenziamenti crescono, il ricorso alla cassa integrazione aumenta a dismisura e le famiglie non sono assolutamente protette e tutelate. Nonostante questo, Berlusconi chiede agli italiani di aumentare i propri consumi; sostanzialmente chiede agli italiani di spendere i loro soldi anzichè tenerli sotto al materasso, non sapendo che molti non riescono ad arrivare a fine mese, quindi non hanno possibilità di spenderli.

lunedì 6 luglio 2009

Iraq : Il petrolio che nessuno vuole

Il paradosso dei paradossi si è verificato ieri a Baghdad: il governo iracheno ha messo all’asta alcuni fra i più grandi pozzi petroliferi del paese, e nessuno li ha voluti comprare.

Convenuti da ogni parte del mondo, i rappresentanti delle diverse compagnie petrolifere si sono ritrovati in un hotel di Baghdad, pronti a catturare quelli che sembrano essere gli ultimi giacimenti disponibili di grandi dimensioni, ma nell’urna delle offerte alla fine è caduta una sola busta: una joint-venture BP-CMPC (la compagnia petrolifera nazionale cinese) ha acquistato i pozzi di Rumalia, che contengono una stima di circa 44 miliardi di barili. Ma l’offerta della Exxon per i pozzi di West Qurna è andata a vuoto, e la stessa fine hanno fatto tutte le altre le offerte estere per i pozzi di Zubair e Missan.

A sentire i rappresentanti delle compagnie petrolifere, sembra che il governo iracheno sia disposto a pagare percentuali troppo basse agli investitori stranieri. Ma forse sono gli stranieri che sono abituati a portarsi a casa il petrolio altrui per poco o nulla, e ora si ritrovano a fare i conti con un paese che ha finalmente preso coscienza del suo enorme potenziale economico.

Bisogna dire che si prova una profonda amarezza, nel vedere la Exxon degli invasori costretta a partecipare ad un’asta qualunque, …

… per avere quello che non è riuscita ad avere dopo aver causato oltre un milione di morti nel paese.

Ora, è evidente che la realtà di queste trattative debba essere molto più complessa di come ci appare dall’esterno: ci sono di mezzo alleanze economiche trasversali e tradimenti politici internazionali, cordate finanziarie e nazionalismi irrisolti, e solo con il tempo si potranno valutare in pieno le conseguenze storiche di questa tragica guerra. Ma di certo dall’avventura irachena si può già trarre una conclusione: bisogna stare attenti, prima di dire che si va in giro per il mondo ad “esportare democrazia”, perchè insieme alla democrazia di solito arriva anche il libero mercato, e questo rende leggermente più difficile continuare a fare i colonialisti sotto mentite spoglie.

Lettera d'amore - Marco Travaglio



La lettera della mafia a Berlusconi

Si fa riferimento alla notizia che riguarda il nostro Presidente del Consiglio e i suoi rapporti con la mafia, è una notizia che dovrebbe interessare soprattutto in periodo di G8 perchè proprio in questi giorni Tremonti per conto del Cavaliere, sta preparando le tavole sulla finanza etica. La persona giusta è Berlusconi per parlare di finanza etica, visto che aveva in tutto 64 società nei paradisi fiscali, quelle costruite da Mills che poi lui ha dovuto corrompere per farlo stare zitto nei processi.
Ce l’hanno tutti con lui, anche la mafia! Questo è il messaggio che è passato anche in quei fugaci servizi o notiziole che sono state date in televisione, ne ha parlato perfino la televisione, perché? Perché poter accostare Berlusconi ai martiri minacciati dalla mafia, oppure addirittura uccisi dalla mafia, in un momento come questo è interessante, nessuno si è posto due domande ma queste le porremo alla fine nella speranza che quelli che ne fanno 10, ne facciano almeno 2 su questa vicenda, visto che ne fanno 10 sul caso Noemi.
In quella lettera Riina o chi per lui si rivolge a Berlusconi non chiamandolo Cavaliere, Dottore, Imprenditore, ma si rivolge a Berlusconi chiamandolo Onorevole Berlusconi e, se lo chiama Onorevole Berlusconi, questa lettera non può essere stata scritta nell’89, perché nell’89 Berlusconi faceva il palazzinaro e l’editore.
Quando è che Berlusconi diventa Onorevole? Il 27 marzo del 1994, elezioni politiche, prime elezioni politiche in cui Berlusconi si presenta, vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio con Forza Italia, conseguentemente la lettera all’Onorevole Berlusconi è successiva al 27 marzo del 1994.
E sempre in questa lettera il mafioso che scrive - o è Riina o è qualcuno dei suoi - dice a Berlusconi che “ la mafia gli darà un appoggio che non sarà di poco alla sua posizione politica”.
E' curioso che un quotidiano che ha fatto per ben 2 volte 10 domande al Presidente del Consiglio non si concentri anche su questo fatto, anzi non scriva neanche una riga. Certo è che i rapporti con la mafia siano più gravi, persino dei rapporti con le prostitute, con i papponi e con gli spacciatori di droga, ma a nessuno interessa questo argomento.

Diritto alla rete: l’appello online,


Riporto integralmente dalla pagina creata sul social network Ning. L’appello è opera di Alessandro Gilioli, Guido Scorza e Enzo Di Frenna.






Aderisci scrivendo a dirittoallarete@gmail.com , ma puoi anche pubblicare il banner sul tuo sito (foto qui) o postando testi sulla pagina dell’iniziativa.

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.

Le disposizioni contenute nel Decreto Alfano sulle intercettazioni rientrano all’interno di questa offensiva.

Il cosiddetto “obbligo di rettifica“ imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a …. ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell’obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.

I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c’è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i “citizen journalist“ se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.

La pluralità dell’informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.

Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.

Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E’ un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”.

Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. - scarica il banner.jpg

Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.

sabato 4 luglio 2009

FIRMA LA PETIZIONE

FIRMIAMO E DIFFONDIAMO QUESTA PETIZIONE PER ELIMINARE LA PISTA CICLABILE, AL SEGUENTE LINK IN FONDO ALLA PAGINA CLICCATE "FIRMA" E AGGIUNGETE I DATI:
http://www.firmiamo.it/monumentoallosprecodigioiadelcolle
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venerdì 3 luglio 2009

FIRMA LA PETIZIONE per cancellare la pista ciclabile di Gioia del Colle

Promuoviamo la cancellazione permanente della pista ciclabile, monumento allo spreco di Gioia del Colle.
Il progetto è stato elaborato dai tecnici della Comunità montana murgia barese sud-est, finanziato con fondi POR misura 5.2 (2000-2006) stanziando 250.000 euro (quindi ben 100 euro al metro vista la lunghezza della pista ciclabile), di cui 100.000 destinati ad iva, spese generali di progettazione ed oneri, e 160.000 riservati alla costruzione della pista; con la partecipazione tecnica ed economica di 7.500 euro del Comune di Gioia del Colle, sotto l'ex-amministrazione Mastrovito.
Esecuzione dei lavori disposta con "Bando di Gara a Procedura Aperta" e realizzata nel novembre-dicembre 2008 dalla Icon SpA di Acquaviva delle Fonti.
Nonostante la richiesta di sospensione dei lavori presentata dalla minoranza in consiglio e rigettata dalla maggioranza di centro-destra i lavori sono stati portati a termine.
Anzi durante il Consiglio Comunale del 26 febbraio scorso, il Sindaco Longo annunciava che il Comune, con una spesa di altri 3.500 euro, avrebbe impiantato dei nuovi birilli "nell'intento di risolvere, si spera definitivamente le problematiche e consentire l’attivazione di una pista ciclabile che sia davvero fruibile, funzionale e soprattutto sicura; e al fine di scongiurare un definitivo stato di abbandono della stessa pista, a discapito dell'immagine certamente non di chi l'ha realizzata, ma di chi la ospita”.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, la pista in completo stato di abbandono, la colorazione blu quasi completamente scomparsa, i birilli caduti dopo pochi giorni, un vero pericolo percorrerla.
Il Comune di Gioia non ha avviato nessuna iniziativa contro gli ex amministratori della Comunità Montana (di cui l'attuale sindaco era consigliere), per chiederne non solo il rimborso del denaro speso, ma anche l'accertamento di eventuali responsabilità.
Ora noi chiediamo al Sig. Sindaco Piero Longo di cancellare quest'opera, una vera mancanza di rispetto verso i cittadini gioiesi.

L'invito è a firmare la petizione promossa da Mario Marinoni al seguente link:
http://www.firmiamo.it/monumentoallosprecodigioiadelcolle

I Giovani Democratici di Gioia del Colle

Facebook | Noi ke..a Gioia del Colle abbiamo la PISTA "CICLABILE" +"SINGOLARE"al mondo

Facebook | Noi ke..a Gioia del Colle abbiamo la PISTA "CICLABILE" +"SINGOLARE"al mondo

NOI CHE A GIOIA DEL COLLE abbiamo la fortuna di avere un pezzo unico in tutto il mondo:

UNA STRISCIA BLU (con le prime piogge diventata blu tenebra :) che attraversa alcuni "PEZZI" di strade e marciapiedi del paese e la chiamano PISTA "CICLABILE".

...una striscia resa sicura da "BIRILLI" che in realtà dovrebbero tenere alla larga le auto ma nella fattispecie sono usati come strumento di gioco dagli automobilisti sbronzi che vogliono fare "STRIKE"

...Noi che lo consideriamo più un percorso da mountain bike con quei sali-scendi dai marciapiedi, con quei tratti con cumuli di terreno e macchine parcheggiate lungo il percorso da affrontare o muri laterali a rischio da evitare

...noi cittadini che per permetterci questa moderna opera da accademia delle brutte arti abbiamo sborsato 250.000€, quasi MEZZO MILIARDO delle vecchie lire...

SIAMO ONORATI DI AVERE QUESTO PRIMATO!!

Dettagli: Un'opera progettata a "regola d'arte" :D
...come si evince dal Regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili, all’art. 7, comma 1 " La larghezza minima delle corsie ciclabili, comprese le strisce di margine, è pari ad 1,50 m."
Il comma 4: "La larghezza dello spartitraffico fisicamente invalicabile che separa la pista ciclabile in sede propria dalla carreggiata destinata ai veicoli a motore, non deve essere inferiore a 0,50 m."

Inoltre...un INVITO a percorrere in alcune parti la pista ciclabile per vedere cosa succede quando si incrociano 2 bici in senso opposto... e ai pedoni a passeggiare lungo quei marciapiedi con gl'occhi ben aperti :D

Novità:
Nuovi paletti segnaletici per delimitare il percorso della pista: è stata lanciata una nuova sfida ai vandali e agli automobilisti disattenti.
Questa nuova idiozia è costata ben 3500€, il sindaco aveva promesso di impegnarsi per la vicenda pista ciclabile "nell'intento di risolvere, si spera definitivamente le problematiche e consentire l’attivazione di una pista ciclabile che sia davvero fruibile, funzionale e soprattutto sicura; e al fine di scongiurare un definitivo stato di abbandono della stessa pista, a discapito dell'immagine certamente non di chi l'ha realizzata, ma di chi la ospita”.
I risultati come si può notare sono stati scadenti.
Le "supposte" sono cadute dopo pochi giorni, una scelta che si è rivelata solo uno spreco di denaro pubblico.

mercoledì 1 luglio 2009

NON E' UN PAESE PER VECCHI? pare proprio di si, invece... (l'università di bari e l'età pensionabile dei docenti)

L'UDU-Unione degli Universitari esprime la più netta contrarietà per la scelta dell'Università degli Studi di Bari di permettere la permanenza in servizio per ulteriori due anni per i docenti 70-enni, nonostante la definizione di particolari criteri. Il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha approvato a maggioranza, con 7 voti contrari ed 1 astenuto, la proposta di deroga all'età pensionabile previsto dall'art. 72 della L. 133/2008.

Già in passato avevamo espresso dure critiche rispetto a questo provvedimento che avevano portato sia il Senato Accademico che il Consiglio di Amministrazione a riaggiornarsi.

Il Decreto Legislativo 503/1992 all’art.16 fissava l’età pensionabile del corpo docente a 70 anni. Si dava anche la possibilità al docente di chiedere una proroga di due anni.
La L.133/08 ha modificato le norme sul pensionamento affidando alle Università, nell’ambito della loro autonomia, la possibilità di scegliere i criteri con cui accettare tali domande di deroga rispetto al pensionamento.

Molti Atenei italiani, Bologna, Torino, la Sapienza di Roma, hanno scelto di non consentire deroga alcuna rispetto al rinvio dell’età di pensionamento. L’Università di Siena, provata da una pesante crisi finanziaria, ha addirittura scelto di anticipare l’età pensionabile a 65 anni.

Una commissione disposta dal Senato Accademico ha presentato una proposta che invece consente tale deroga, con una norma che la stampa ha definito “norma salva baroni”.

La parte più rilevante della proposta riguarda la componente docente, per quanto la norma interessi anche il personale tecnico amministrativo.
La proposta prevede che il Rettore possa concedere la deroga in sussistenza di criteri non particolarmente stringenti. I criteri proposti non forniscono garanzie sufficienti. Tali elementi di valutazione sono:
- contributo dato dal richiedente al prestigio dell’istituzione universitaria
- produttività scientifica del richiedente, in base ai requisiti per l’accesso ai finanziamenti di Ateneo come stabiliti dal Senato., e secondo i parametri indicati dal CUN
- Riconosciuta elevata professionalità (sul cui significato vige il mistero più assoluto)
E’ evidente che se si dovesse discutere solo dei criteri, risulta evidente la mancanza, tra di essi, dell’esito del giudizio del nucleo di valutazione. Devono essere oggetto di valutazione i risultati dei questionari somministrati agli studenti.

Ma la questione non riguarda solo gli aspetti tecnici perfezionabili e la necessità di trovare criteri stringenti, si tratta piuttosto di una questione politica.


Nel corso dell'ultimo Senato Accademico il rappresentante degli studenti dell'UDU-Unione degli Universitari, Claudio Riccio, aveva espresso la propria posizione contraria a cui era seguita quella degli altri 5 rappresentanti degli studenti.

Nel corso del Consiglio di Amministrazione di oggi, 30 giugno 2009, abbiamo confermato la posizione già espresso in data 26 maggio (le dichiarazioni rilasciate a verbale sono reperibili sul sito internet: http://www.udubari.it/index.php?option=com_content&task=view&id=728&Itemid=1).


Crediamo necessario un profondo rinnovamento generazionale all'interno dell'Università. Mandare in pensione i docenti a 70 anni libererebbe risorse per le nuove assunzioni oltre che ridurre il rapporto Spese fisse/FFO. Crediamo, inoltre, che il patrimonio in termini di esperienze e professionalità dei docenti ultra-settantenni possa essere salvaguardato e condiviso attraverso l'applicazione dell'art. 2 del Regolamento sui carichi di insegnamento approvato nel corso del Senato accademico del 14 maggio scorso: contratto a titolo gratuito per i docenti in quiescenza, ovvero consentendo ai docenti di continuare ad insegnare nei nostri atenei a titolo gratuito, continuando a trasmettere le loro preziose conoscenze.

E’ necessario dare segnali di rinnovamento. Tante e tanti nostri coetanei non ci sperano neanche più. Sappiamo bene che si sta mettendo in atto un processo di inversione della piramide, dato che con 51 chiamate per ricercatori lo scorso anno siamo stati il secondo Ateneo d’Italia. Ma il segnale che verrebbe dato da un provvedimento come questo sarebbe motivo di grande sfiducia per chi, studente, dottorando, precario, aspira ad un futuro nel mondo accademico.

In una università sempre più martoriata dai tagli dei governi degli ultimi 15 anni serve dare un segnale di speranza a quei giovani che vedono nell'università, nell'insegnamento e nella ricerca un possibile sbocco lavorativo e soprattutto un sogno da perseguire. Avremmo voluto che questo segnale fosse arrivato dall'Università degli Studi di Bari.
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UDU - UNIONE DEGLI UNIVERSITARI - BARI

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