martedì 11 agosto 2009

SuperEnalotto: l’estrazione del sogno economico

Dal luglio scorso la combinazione vincente del SuperEnalotto, compresi i numeri Jolly e SuperStar, non sono più identificati con gli estratti delle ruote del gioco del Lotto, ma determinati in base a due estrazioni autonome separate da quelle del Lotto. Niente manina fortuna della bambina ma un’apparecchiatura automatica gestita dalla Sisal Spa, società che controlla le lotterie dei Monopoli di Stato.

superenalotto_cartelloStrano cambiamento, ma di sicuro il “6” tarda ad uscire, vola a 127,5 milioni di euro il montepremi e le giocate aumentano. Un vincitore sicuro c’è sempre: lo Stato. Grazie al prelievo fiscale sulle giocate l’erario ha infatti incassato nel 2008 quasi 8 miliardi di Euro. Il “6″ al SuperEnalotto manca da 82 concorsi; l’erario in questi 81 concorsi ha incassato ben 820 milioni di euro.

Un vero toccasana per il debito pubblico italiano che a fine maggio 2008 ammontava a circa 1.648 miliardi di euro. Il 31 maggio 2009 è stato calcolato a quota 1.752 miliardi: 104 miliardi in più. Già, perché il 49,50% delle giocate va nelle casse erariali, il 38,10% al montepremi, l’8% alla ricevitoria, il 4,40% alla Sisal; e soprattutto molte vincite rimangono senza vincitore. Però la ludopatia di certo non viene calmata con gli slogan apparsi nelle città: “Visto quanto è alto?”, “Il più ricco nel mondo”. Il mistero del limite delle giocate mezz’ora prima delle estrazioni rimane, non basterebbe un minuto prima?

Le probabilità sono sempre le stesse per ogni estrazione, molti invece credono che con il passare delle estrazioni abbiano più possibilità:

6! / (90 * 89 * 88 * 87 * 86 * 85) = 720 / 448.282.533.600 = 1 / 622.614.630
Cioè 1 probabilità su oltre 622 milioni.

In Italia sembra proprio che il gioco sia nella testa di tutti gli italiani, infatti nel decreto per il terremoto d’Abruzzo nelle "Disposizioni di carattere fiscale e di copertura finanziaria" vi è una somma “concessa” grazie ai benefici che le scommesse portano nelle casse italiane, l'articolo 18 spiega che le maggiori entrate per la ricostruzione verranno da “giochi e lotterie”. In totale sono 4,764 miliardi di euro, spalmati dal 2009 al 2033: “Le maggiori entrate - comunque non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2009 - deriveranno da una serie di disposizioni che vanno dall’indizione di nuove lotterie ed interventi sul lotto a quelli sui concessionari della rete telematica per la gestione degli apparecchi da gioco”.

Approfittando dei tempi che corrono anche il governo si è messo a scommettere, anche se con più sicurezza. Infatti in tempi di crisi aumenta la propensione al gioco e la tentazione di sfidare la sorte. Non è una legge matematica, ma poco ci manca.

Insomma la stessa cifra spesa nei giochi se fosse stata predisposta al pagamento di imposte sarebbe stata accolta da tumulti popolari, invece così è sicuramente indolore e soprattutto celata dal sogno di vincere. Almeno un invito a tenere il conto dei soldi spesi nelle estrazioni prima di maledire la crisi.

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